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La CGIL con le mani nelle tasche degli italiani |
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Written by Gionata Pacor
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Friday, 25 June 2010 10:58 |
 La CGIL afferma che la manovra mette le mani in tasca ai cittadini, e lo fa sostenendo che il 60% della manovra è costituita da tagli agli enti locali: 10 miliardi alle regioni, 1 miliardo alle province, 4 miliardi ai comuni. Questi cercano di intorbidire le acque perché non ci si accorga di una cosa: che le mani nelle tasche dei cittadini ce le mettono LORO! Lo fanno attraverso lo Stato che gestisce un rapporto tra contribuente e politici/enti pubblici/dipendenti pubblici in un modo vergognoso: loro hanno il diritto di scioperare (ossia di far danno ai contribuenti non andando a lavorare) per protestare e chiedere più soldi (maggiori stipendi, maggiore spesa pubblica). |
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Last Updated ( Friday, 25 June 2010 11:05 )
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L'Italia non esiste, è un'invenzione, un neologismo |
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Written by Gionata Pacor
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Wednesday, 23 June 2010 10:48 |
 Fini afferma che la Padania non esiste. "Al nord il Cadore e la provincia di Rovigo rappresentano due identità non comparabili tra di loro". Mi domando perché dovrebbero essere identità comparabili tra di loro il Cadore e la provincia di Caltanissetta. Evidentemente non è la comparabilità delle identità a fare di una pluralità di persone una nazione. Nemmno il fatto di avere una storia in comune crea una nazione: oggi guardiamo alla storia d'Italia, ma se fossimo vissuti nel 1300 con Regno d'Italia intenderemmo solo il nord della penisola, la Corsica e la Sardegna, mentre al centro avremmo lo Stato pontificio e da Napoli in giù il Regno di Sicilia. Se fossimo vissuti nel 1700 io sarei un orgoglioso abitante della Repubblica Serenissima, e dell'Italia non me ne importerebbe niente. Se domani ci fosse una secessione del nord sarei un padano, e molto probabilmente la mia identità nazionale si adeguerebbe di conseguenza. |
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Libera impresa in libero stato! |
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Written by Elisa Serafini
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Monday, 21 June 2010 14:21 |
Il dibattito sull’articolo 41 della Costituzione, sviluppatosi nelle ultime settimane ci permette di affrontare il tema della (non) libera iniziativa imprenditoriale in Italia. Partendo dal controverso articolo, non sono state (per ora) sollevate particolari obiezioni alla proposta di modifica. Il PD si è limitato a borbottare solo qualcosa tramite il nuovo portavoce e aspirante Nuovo Capezzone, Colaninno. Tra i “piccoli” e rumorosi, Lega, Idv, e Fini non sembrano essersi invece interessati all’argomento. Insomma la strada per la modifica sembrerebbe essere breve e senza ostacoli. Sarebbe pero’ ipocrita e irresponsabile gridare alla vittoria e sostenere di essere di fronte ad una trasformazione dello stato Italiano in una specie di Australia o Svizzera, insomma un paradiso della libera iniziativa. È infatti opinione di molti che l’articolo 41, de facto, non abbia mai comportato nulla, se non un mero inestetismo illiberale e una curiosa vicinanza, nel contenuto, di costituzioni di paesi socialisti come la Corea del Nord e Cuba. |
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Italiani, rivoluzionari di pastafrolla? |
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Written by Giannantonio Spotorno
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Thursday, 17 June 2010 20:40 |
Gli italiani scontenti hanno ragione, ma cadono come gonzi nei raggiri dei politici che sono più furbi di loro. Un parassita è spesso un animale, ma nel senso opportunistico del termine non è mai un cretino; occorre ricordarlo! Nel nostro Paese si è molto liberi di non contare nulla e gli italiani scontenti sono bravi a fare di tutto per non contare mai. Sono stanchi, non vanno più alle urne, ma i partiti se ne fregano e continuano a votare nei loro congressi dove nulla è più pilotato e corrotto di quel voto … del resto, è proprio lì che si decidono gli uomini delle istituzioni, non nelle urne pubbliche … che credevate? Col suo 40 per cento, più o meno, il cosiddetto partito dei non votanti è diventato il partito più grosso, ma dal momento che molti politici sono in tutt’altre faccende affaccendati, chiedere loro di curare questa democrazia ammalata, è mortificante. |
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Last Updated ( Thursday, 17 June 2010 20:43 )
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Tremonti non rappresenta i contribuenti |
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Written by Gionata Pacor
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Friday, 04 June 2010 12:18 |
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La crisi economica ha messo in evidenza la fragilità degli Stati occidentali: è bastato un anno di crisi economica per mandare in crisi i bilanci pubblici di diversi paesi. In seguito alla crisi gli Stati incassano meno tasse e non riescono a far quadrare i bilanci. Per tornare nella norma è quindi indispensabile aumentare le tasse e/o ridurre le spese. L’alternativa è quella di finire come la Grecia.
In Italia, dove le tasse sono già troppo alte, l’unica soluzione è la riduzione della spesa pubblica. Questo cosa vuol dire? tagli a scuola, sanità, pensioni, giustizia, difesa ecc. Nella manovra appena varata viene adottato il modo più equo possibile per “tagliare” le spese in tutti i settori pubblici: quello di bloccare gli aumenti di stipendi dei dipendenti pubblici. In realtà non si tratta nemmeno di un taglio ma solo di un mancato aumento di stipendio. Però, visto che le previsioni di spesa dello Stato mettono in conto degli aumenti per tutti i dipendenti pubblici, il non concedere questi aumenti migliora le previsioni sui bilanci dei prossimi anni. |
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Se non sei un comunista o un politico leggi qua |
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Written by Gionata Pacor
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Tuesday, 22 June 2010 23:37 |
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Siamo nel mezzo di una profonda crisi che ha visto l’economia crollare ai livelli del 2001. La spesa pubblica, invece di crollare anch’essa ai livelli del 2001, resta quella del 2010. Ora, venerdì 25 giugno ci sarà uno sciopero indetto dalla CGIL. 4 ore per i privati, 8 ore per i dipendenti del settore pubblico. Il sindacato comunista si oppone al blocco degli stipendi dei dipendenti pubblici e in cambio propone maggiori investimenti pubblici. Ovviamente tutto ciò dovrà essere finanziato con maggiori tasse o con maggiore debito pubblico.
Ancora prima che venisse indetto questo sciopero, a Roma era stato programmato un evento anti-tasse proprio per il giorno successivo, il 26 giugno: un Tea Party, ispirato all’omonimo movimento che sta turbando gli equilibri della politica americana. Questo evento nasce dalla voglia di libertà di alcuni giovani che rifiutano l’invadenza dello Stato nelle nostre vite, invadenza che si esprime innanzitutto con una tassazione che ha raggiunto da tempo livelli oppressivi. |
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Last Updated ( Wednesday, 23 June 2010 00:03 )
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Tutti in piazza contro la dittatura fiscale |
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Written by Gionata Pacor
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Friday, 18 June 2010 10:41 |
 Immaginate che ci sia un tizio che ogni giorno viene nel vostro giardino, scava una buca, la riempie e se ne va. Un lavoro del tutto inutile, anzi, per voi solo un fastidio. Immaginate poi che ci sia una legge che vi imponga di pagare quel tizio per quel "servizio" che vi sta offrendo. Ad un certo punto qualcuno "lassù" si accorge che il lavoro di quel tizio è completamente inutile, e che ci sono troppi tizi che lo fanno. Indipendentemente dal fatto che ci siano tizi che la buca la scavano e la riempiono ogni giorno diligentemente, altri tizi che arrivano nel vostro bel giardino e si mettono a godersi l'ombra e altri tizi ancora che nel vostro giardino non ci vengono nemmeno perché segretamente fanno un altro lavoro (ma niente paura, li dovete pagare comunque!), tutti i tizi che vanno in giro nei giardini a fare (o non fare) un lavoro inutile vengono trasferiti. Non licenziati: trasferiti. Perché, dicono, "mica li si può licenziare!" |
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Last Updated ( Friday, 18 June 2010 11:16 )
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Convegno di ConfContribuenti presso la Camera dei Deputati - Palazzo Marini |
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Written by Redazione
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Monday, 07 June 2010 20:57 |
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Credere nel mezzogiorno: come rilanciare il meridione senza iniezioni di denaro pubblico Martedì 15 giugno alle ore 15.00 Palazzo Marini, Sala della Mercede, Via Mercede 55 Introduce: |
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Last Updated ( Thursday, 17 June 2010 20:43 )
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Corruzione, fisco, Pippe e Pippi |
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Written by Giannantonio Spotorno
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Friday, 28 May 2010 10:29 |
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Nel discernere di fisco e di economia in genere, gli analisti “coi fiocchi” propongono parametri, variabili e acronimi non sempre facili da capire. Le opinioni rivolte a tutti, però, devono essere il più possibile alla portata di tutti e, dunque, proporre esempi e metafore di facile apprendimento. Di là dei parametri e delle equazioni, partiamo dal presupposto zero, facciamo cioè finta che lo Stato non abbia il becco di un quattrino dentro le proprie casse. A riempire le sue casse dobbiamo pensarci noi e per noi intendo io che scrivo, tu che leggi, lui che ci osserva e tutti gli altri che messi insieme si chiamano popolo, gente o cittadini.
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