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La CGIL con le mani nelle tasche degli italiani PDF Print E-mail
Written by Gionata Pacor   
Friday, 25 June 2010 10:58
La CGIL afferma che la manovra mette le mani in tasca ai cittadini, e lo fa sostenendo che il 60% della manovra è costituita da tagli agli enti locali: 10 miliardi alle regioni, 1 miliardo alle province, 4 miliardi ai comuni.

Questi cercano di intorbidire le acque perché non ci si accorga di una cosa: che le mani nelle tasche dei cittadini ce le mettono LORO! Lo fanno attraverso lo Stato che gestisce un rapporto tra contribuente e politici/enti pubblici/dipendenti pubblici in un modo vergognoso: loro hanno il diritto di scioperare (ossia di far danno ai contribuenti non andando a lavorare) per protestare e chiedere più soldi (maggiori stipendi, maggiore spesa pubblica). I contribuenti non possono rifiutarsi di pagare perché l'evasione è reato, non possono nemmeno proporre referendum in materia fiscale (vietati dalla Costituzione Comunista che ci ritroviamo) e se fanno una proposta di legge di iniziativa popolare, dopo mesi di lavoro finirà a marcire in un cassetto.

La CGIL manifesta quindi perché lo Stato infili le mani ancora più a fondo nelle tasche dei cittadini, e cerca di girare la frittata cercando di confondere i tagli con le tasse. Ma questo è naturale per un sindacato comunista: loro vogliono che lo Stato prenda ai contribuenti quanto più possibile per poi spartirselo con le varie caste della politica e con le cricche di appaltatori e fornitori dello Stato.

Quelli che oggi vanno in piazza a scioperare sono anch'essi una Casta, perché fanno parte della parte del paese che vive dei soldi dei contribuenti e che vuole continuare a farlo, mentre questi sono costretti con la minaccia delle armi e della galera a vedersi sottrarre la gran parte di quello che guadagnano.
 
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