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Lo Scandalo Continua PDF Print E-mail
Written by Antonio Martino   
Tuesday, 06 July 2010 08:22
Negli anni Ottanta il settimanale L’Espresso dedicò la copertina al servizio sanitario nazionale intitolando l’articolo “Lo scandalo del secolo”. Già allora la sanità di Stato veniva percepita come scandalosa.
Anni dopo venni invitato a partecipare ad una trasmissione della prima rete della RAI chiamata “A carte scoperte”; ad essa prendevano parte, oltre me, il ministro della Sanità Maria Pia Garavaglia, il noto chirurgo Benedetto Marino e un quarto ospite.

Quando venne il mio turno, azzardai una profezia: “il servizio sanitario nazionale continuerà ad essere lo scandalo del secolo anche nel secolo prossimo, ma non potrà essere riformato perché, se è vero che la fornitura di servizi continuerà ad essere inadeguata ed il costo ancora più astronomico, è anche vero che sarà sempre difeso a spada tratta da medici, paramedici, burocrati e politici che vivono di esso”.
Ho recentemente rivisto un autentico classico del cinema italiano: “Il medico della mutua”, interpretato da un Alberto Sordi indimenticabile e da tanti altri ottimi attori. Quel film, anche se ovviamente caricaturale, illustra magistralmente le radici del problema: l’assistenza pubblica “gratuita” significa inevitabilmente spreco (armadietti pieni di medicinali che non verranno mai usati, analisi di laboratorio perfettamente superflue, medici burocratizzati, pagati poco e costretti quindi a cercare di procurarsi il maggior numero possibile di pazienti, burocrazia inutile e pletorica, costi astronomici a carico dello Stato, truffe, insoddisfazione di pazienti, medici e altri interessati.

Il sistema preso di mira era quello delle mutue ma il discorso è ancora più valido per il nostro moderno sistema sanitario nazionale.
Tutte le magagne che il film denunzia per le mutue esistono anche nel SSN, anzi sono se possibile ancora più marcate. Ma c’è di più: se il costo della cura della mia salute è sopportato dallo Stato, ne consegue che non ho il diritto di ammalarmi perché ciò comporterebbe costi per l’erario.

Lo Stato diventa padrone della mia salute ed ha titolo quindi a vietarmi attività e comportamenti che la possano compromettere: deve rendere obbligatorio ciò che mi fa bene e vietare ciò che mi fa male. Un famigerato ministro della Salute si riteneva autorizzato a chiedere che la Coca Cola dimezzasse la dose della bibita contenuta nel barattolo e ai ristoratori di ridurre le dimensioni della portate (l’obesità fa male), vietare il fumo persino nei circoli privati (idem) e controllare in vario modo le abitudini alimentari, igieniche e comportamentali delle persone per portarle, volenti o nolenti, ad adottare lo stile di vita più idoneo per la loro salute.

Nel 2008 la spesa totale del servizio sanitario nazionale è stata pari, secondo i dati ufficiali, a 106.650 milioni di euro, cioè ben 1.796 euro per ogni italiano, ricco o povero, giovane o vecchio, uomo o donna, quasi 14 milioni di lire per la famiglia media di quattro persone.

Com’è ovvio, anche se non sopportato dagli interessati, il costo della sanità esiste e, dal momento che non viene pagato dai cittadini di un qualche altro paese, a sborsare sono sempre gli italiani. Alcuni pagheranno meno di quanto ricevono, altri più, ma collettivamente considerati è indubbio che pagheranno più di quanto ricevono per via dei costi amministrativi, sprechi e corruzione che sono inseparabili compagni di un marchingegno burocratico tanto complesso.

E ancora: ha senso prelevare a tutti, anche ai meno abbienti, per elargire a tutti, anche ai benestanti? A me non sembra che prendere anche ai poveri per dare anche ai ricchi sia politica sociale illuminata e ammirevole.

Se tutti gli italiani fossero obbligati a stipulare un’assicurazione sanitaria di caratteristiche specificate per legge e lo Stato fornisse solo a quanti non se la possono permettere le risorse per procurarsela, il numero dei beneficiari della spesa sanitaria pubblica si ridurrebbe di molto. Se pervenissimo all’irreale conclusione che la metà degli italiani sia costituita da indigenti, lo Stato potrebbe elargire quasi 4.000 euro ad ognuno di essi (32 milioni di lire per la famiglia di quattro persone), più che adeguati a consentirgli l’acquisto di un’assicurazione sanitaria di ottimo livello.

Ma, ed è per questo che la mia profezia continua ad essere valida, burocrati, politici, profittatori assortiti, farmacisti e produttori di farmaci subirebbero un danno, perderebbero una fonte di guadagni. Il SSN, quindi, tende ad essere immortale non perché funzioni ma proprio perché si guarda bene dal farlo; comincio a credere che sarà ancora “lo scandalo del secolo” anche in quello prossimo!
 
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